What’s next: l’oncologia del prossimo futuro dal machine-learning al sequenziamento cellula per cellula

venerdì, 21 Gen 2022

Quali sono le innovazioni tecnologiche e terapeutiche che, forse, vedremo applicate all’oncologia nei prossimi anni? Abbiamo sollevato la domanda nel nostro staff scientifico ed ecco, di seguito, le ipotesi – tali sono: ipotesi e previsioni sicuramente fondate ma non certezze – che abbiamo raccolto.

Diagnostica per immagini

Quasi sicuro che, nei prossimi anni, la diagnostica per immagini farà significativi passi in avanti con gradi di risoluzione, ad esempio per tumori cerebrali, a oggi solo immaginabili. Inoltre, la visualizzazione del “residual disease” intraoperatorio accelererà: semplificando, si tratta di un mezzo di contrasto in grado di arrivare al tessuto tumorale e renderlo visibile quando illuminato con determinate lunghezze d’onda. Questo permette di capire se la chirurgia ha estirpato tutto il tumore o se, invece, ne rimangono tracce che potrebbero portare a recidive (e/o metastasi).

Intelligenza artificiale

La cosiddetta patologia computazionale e il “machine learning” applicato alle immagini dei tessuti verranno usati in maniera esponenziale: prima da grandi istituzioni e case farmaceutiche e poi, una volta “tradotti” in software di più facile consumo, da parte di quasi tutti i soggetti (centri, cliniche, laboratori). Si tratta di impiegare potenza di calcolo e raffinati sistemi software capaci di “apprendere” per esaminare i campioni tumorali, riconoscerne i pattern e quantificare così in maniera sempre più precisa i vari marcatori per giungere a diagnosi sempre più raffinate.

Genomica

L’importanza della genomica in campo oncologico è un dato di fatto: ogni tumore è una “patologia genetica” e conoscerne il profilo genetico è fondamentale sia per una diagnosi raffinata sia per la definizione di terapie di precisione. Ciò premesso, è probabile che saranno due i campi in cui si vedrà un importante cambio di passo.

Minimal residual disease

Letteralmente “residuo minimo di malattia”: anche quando un paziente risponde bene – o, anche, molto bene – alla terapia, non si ha mai la certezza che siano state eliminate tutte le cellule tumorali. Eventuali residui di malattia (di cellule tumorali) possono portare a recidive anche a mesi o anni dalla terapia. Risulta quindi evidente, al fine di agire con il massimo anticipo possibile, quanto sia importante individuare e quantificare il minimal residual disease (MRD). In quets’ottica, il sequenziamento del DNA tumorale (diverso da quello delle cellule normali per presenza di alterazioni genetiche e/o epigenetiche) può aiutare a capire se la risposta è stata effettivamente completa e, se eseguito durante il follow-up del paziente, può rilevare la ricomparsa di micrometastasi precorritrici di una recidiva clinica.

Diagnosi predittive

La seconda applicazione genomica che probabilmente esploderà è quella relativa al sequenziamento mirato nei soggetti “sani”. In poche parole, con poche gocce di sangue sarà possibile avere indicazioni di potenziali diagnosi di tumore prima che questo sia visibile con mezzi diagnostici “convenzionali”. Se consideriamo quanto il tempismo sia critico, in oncologia, nel decretare la prognosi, comprendiamo il potenziale di una simile tecnologia (i cui precursori hanno in realtà già raggiunto l’applicazione pratica anche commerciale).

Terapie

ADC

Gli anticorpi coniugati a chemioterapia (ADC, Antibody Drug Conjugates) che fino a poco fa rappresentavano un promettente aspetto del futuro terapeutico in oncologia sono oggi una realtà del presente (basti pensare alla recente accoglienza riservata a Trastuzumab Deruxtecan e ai risultati che ha ottenuto nel cancro alla mammella HER2 positivo in stadio avanzato e/o metastatico). Ciò cui assisteremo è probabilmente una vera e propria esplosione nello sviluppo di questi farmaci, anche per target prima d’ora inesplorati.

Radioterapia

Anche la somministrazione di radionuclidi mirati (alpha o beta emitters) subirà un’accelerazione importante dovuta al miglioramento tecnologico degli ultimi tempi. Buoni risultati sono stati raggiunti nel cancro della prostata, ma è solo l’inizio.

Farmaci di nuova generazione

Scommettere su farmaci che mirino a scardinare programmi epigenetici specifici è più coraggioso; forse anche per questo motivo, è questo uno dei campi in cui probabilmente vedremo, tra non molto, qualcosa cui nemmeno siamo preparati: fattori di trascrizione, complessi proteici che modificano la cromatina, proteine che si legano a specifiche regioni di DNA per aumentare o diminuire l’espressione genica. Tutti questi sono target da sempre ritenuti impossibili da colpire. Fino ad ora. Nei prossimi anni vedremo un fiorire di inibitori (o modulatori) specifici della trascrizione.

Nuove tecnologie

L’applicazione clinica di tecnologie fino ad ora confinate a laboratori di ricerca sarà un’altra scommessa che tutti ci auguriamo di vincere. Single cell RNA sequencing, whole genome sequencing, RNA sequencing saranno via via più usati nella pratica clinica così da conoscere con precisione e accuratezza sempre maggiori come il microambiente tumorale e le cellule tumorali reagiscono alle terapie e capire meglio tutte le opportunità che i farmaci possono offrire anche per limitare l’insorgenza di resistenza.

Infine, per quanto riguarda la tecnologia a mRNA o vettori virali, la prima applicazione importante potrebbe essere nei cosiddetti vaccini tumorali di cui, senz’altro, parleremo più approfonditamente in un prossimo articolo.

Ogni tumore è unico, diverso da tutti gli altri: per combatterlo con efficacia, è necessario conoscerlo con precisione. Le più avanzate tecnologie di sequenziamento del DNA tumorale identificano le alterazioni genetiche di tumori solidi e liquidi e consentono di indirizzare il paziente verso la terapia più efficace. Scopri di più su Medendi, il percorso terapeutico personalizzato che combatte il tuo tumore con precisione genetica.

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