RxPONDER e cancro al seno: quando è possibile evitare la chemio

giovedì, 17 Dic 2020

Premessa

Grazie ai risultati di un nuovo studio, è ora possibile individuare molti più casi di tumore al seno in cui non vi sia necessità di chemioterapia post-intervento, a tutto vantaggio della qualità di vita delle pazienti.

Lo studio

Lo studio RxPONDER, presentato in sessione plenaria nel contesto dell’edizione 2020 del San Antonio Breast Cancer Symposium (8 – 11 dicembre 2020, San Antonio, TX, USA), ha considerato un campione di 5.083 donne affette dalla seguente tipologia tumorale:

  • tumore alla mammella in stadio II o III
  • tumore HER negativo / positivo ai recettori ormonali
    (ne abbiamo parlato qui)
  • da 1 a 3 linfonodi ascellari interessati da neoplasia.

Le pazienti sono state sottoposte a un test molecolare esistente da alcuni anni: Oncotype DX. Il notevole elemento di novità introdotto con lo studio RxPONDER è rappresentato dall’utilizzo di questo test come fattore discriminante per la somministrazione di chemioterapia post-intervento anche nei casi di tumore con coinvolgimento dei linfonodi. Il test, relativamente semplice, misura l’espressione di 21 geni (16 dei quali relazionati al cancro alla mammella) ed esprime uno “score” numerico – Recurrence Score – che indica la probabilità di recidiva dopo la chirurgia.

I risultati: quando la chemioterapia è necessaria

Rammentando che il campione di 5.083 pazienti presentava la tipologia tumorale indicata in precedenza, quindi con coinvolgimento dei linfonodi, questi i risultati di RxPONDER:

Pazienti in post-menopausa

Per le pazienti in postmenopausa con fino a 3 linfonodi interessati da neoplasia, se il test genomico Oncotype DX ha espresso uno score pari o inferiore a 25 (su un massimo di 100), l’aggiunta di chemioterapia non produce alcun vantaggio e può essere evitata, risparmiando alle pazienti i relativi effetti collaterali e costi. A 5 anni, infatti, il numero di pazienti non sottoposte a chemioterapia e privo di malattia invasiva era pressoché identico al numero di pazienti ugualmente privo di malattia invasiva ma trattato con chemioterapia preventiva.

Pazienti in pre-menopausa

Per le pazienti in premenopausa con le stesse caratteristiche, i risultati sono invece differenti: per queste pazienti, lo studio dimostra come la chemioterapia sia comunque efficace nell’aumentare il tasso di sopravvivenza libera da malattia invasiva di 5 punti percentuali, dall’89% della sola terapia ormonale al 94,2%.

Conclusioni

Questa scoperta marca un traguardo importantissimo nella gestione del cancro della mammella. I tumori positivi per i recettori ormonali costituiscono più o meno il 70% dei casi di tumore al seno; la disponibilità di uno strumento capace di ottimizzare il percorso terapeutico post-intervento consentirà nei prossimi anni, a centinaia di migliaia di pazienti, di evitare terapie aggressive e avere così una qualità di vita notevolmente migliore, senza per questo correre alcun rischio aggiuntivo.

Il test Oncotype DX è al momento rimborsato a Bolzano e in Lombardia. Speriamo che presto sia disponibile ovunque. In ogni caso, è sempre possibile farlo (a pagamento, e tramite il coinvolgimento di un medico) inviando il campione tumorale alla compagnia Genomic Health (qui il link al sito di riferimento) che farà il test in circa dieci giorni.

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